100 ANNI DI LARCIANESE
1922-1932 Dalla Nascita al nuovo campo sportivo
L’Unione Sportiva Larcianese nasce nel 1922 grazie all’iniziativa di gruppo di appassionati di calcio anzi di gioco del calcio. Delle prime gesta di questa Associazione rimangono solo vaghi ricordi legati ad una ricostruzione orale tramandata negli anni da quei bambini ora vecchi o non più fra noi. Esiste tuttavia anche una prova grafica : una bellissima foto, (vedi inizio storia) recentemente recuperata e trionfalmente appesa nella sede sociale, in cui si vedono schierati quelli che possiamo considerare i soci fondatori.
«In piedi, in alto: Collatino Monti, Fagni Anchise, Giuseppe Mazzei, Dino Bonfanti, Ezio Masini, Giulio Beneforti; in piedi, in mezzo: Pio Ezio Mazzei, Ettore Monti, Dino Spinelli, Giuseppe Beneforti, Fabio Monti, Giovanni Cioni, Italo Landi, Fabio Spinelli; seduti (sulla sedia): Giuseppe Slitti, Arnoldo Tamburelli, Aldo Sampolmi, Francesco Allegri, Silvio Spinelli; seduti (per terra): Felice Monti, Ugo Spinelli, Adolfo Alderotti; sdraiato: …io… il piccolo Antonio Beneforti, all’epoca bambino di appena tre anni».
Antonio è mancato nel 2012, dopo essere stato per un lungo periodo l’ultimo sopravvissuto di quella foto. Si devono a lui le notizie dirette sulla storia dei primi anni della Larcianese. Quelle riportate qui sotto sono le sue parole, tratte da una indimenticabile chiacchierata sulla Larcianese fatta con lui un po’ di tempo fa, poco prima che ci lasciasse. Antonio ha rivestito per un breve periodo anche la carica di Presidente della società, ventisette anni dopo lo scatto di quella posa.
Nella foto è ben visibile, al centro dell’immagine, la bandiera della squadra con lo stemma del Comune di Larciano, (la stella a otto punte con l’immancabile giglio), inscritta in un cerchio e con il nome, al di fuori del cerchio: U.S. LARCIANESE, in un corsivo perfettamente ricamato, magari un po’ naif, ridondante ma non troppo; il carattere, per intendersi, che ancora oggi molti avvocati e notai usano per i loro biglietti da visita ed i Carabinieri usavano nella calligrafia dei loro verbali.
Nel 1922 non esisteva un campo sportivo... Racconta Antonio: «Si giocava nella piazza davanti al palazzo comunale e capitava spesso di mandare in frantumi qualche vetro delle finestre. Forse anche per inconvenienti di questo tipo si cercò di ricavare da qualche altra parte uno spazio più adatto per il gioco del calcio. Fu individuato un ampio prato pianeggiante in località Varignano, e su questo “campo” si svolse l’attività della Larcianese fino al 1932».
1932 - 1949: Dai Pionieri all'inizio delle battaglie epiche
Il 1932 rappresenta un’altra data storica: l’inizio della costruzione del nuovo campo sportivo. In accordo con il Comune e per gentile concessione del terreno necessario da parte del sig. Luigi Fedi iniziarono I lavori per la realizzazione del nuovo campo sportivo vicino al paese. Si dovette procedere anche alla realizzazione della strada di accesso, quella che fu battezzata in un slancio di pessimismo sul divenire (o di ottimismo del permanere) Via del Campo Sportivo. Una leggerezza questa che renderà necessario, ora che il vecchio comunale non esiste più, un altro battesimo. Staremo di sicuro più attenti questa volta e non lasceremo spazio all’arida razionalità.
Ascoltiamo ancora Antonio Beneforti: «Nel 1933, durante i lavori di realizzazione del campo, era stata fissata una gara amichevole contro il Casalguidi, ma il nostro campo non era pronto. Allora, anche perché la trasferta andava fatta a piedi, decidemmo di trovarci a metà strada…. La partita si svolse su un prato in “cima al monte”».
L’inaugurazione ufficiale del nuovo campo sportivo risale invece alla primavera del 1934, in programma la partita : U.S. LARCIANESE-U.S.CESARE BATTISTI di Pistoia. Il buondì, si sa, si vede dal mattino, e l’incontro terminò con un inequivocabile 3-1 a favore della Larcianese. Per la storia, Antonio ci dice che «il primo goal segnato nel nuovo campo sportivo fu realizzato da Maggino Bettarini, ala destra. Ma meritano una citazione tutti quei ragazzi locali: Luigi Melani (portiere), Maggiorino Acerbi, Giuseppe Gabbanini (Ferrè), Italo Marraccini, Lanciotto Monti, Lepanto Monti, Mario Maccioni, Adolfo Alderotti, Torquato Allegri e tutti gli altri di cui purtroppo ora mi sfugge il nome». Dal 1934 al 1949 l’attività sportiva riguarda solo la partecipazione a tornei amatoriali a carattere provinciale, allora chiamati U.L.I.C., quello che attualmente potrebbe forse corrispondere all’U.I.S.P. Il più importante fra questi tornei era la Coppa Pacini, dove era consentito utilizzare fino ad un massimo di due tesserati provenienti anche dalla seria A!
Sarebbe lungo l’elenco degli episodi ma un ricordo particolare lo merita la Coppa Pacini del 1935. Era in pratica il primo torneo sul nuovo campo, e Antonio ricorda: «noi continuavamo a giocare con quel gruppo di ragazzi tutti larcianesi, volenterosi senz’altro, ma che poco potevano contro squadre organizzate e nelle cui fila militavano diversi giocatori di serie A, ingaggiati nel periodo estivo quando il campionato era fermo: e infatti prendemmo delle sonore batoste, ricordo bene un umiliante 6-0 nell’esordio a Monsummano. Allora, su indicazione di Adolfo Alderotti, che conosceva certo Cucciolini, allenatore in seconda del Livorno, ci venne l’idea di provare a chiedere qualche rinforzo. Adolfo esagerò e chiese Arcari IV, centravanti della Nazionale. Cucciolini gli fece notare che l’aveva sparata grossa, ma promise, in alternativa, qualcosa che poteva fare al caso nostro. Il giovedì successivo all’allenamento, da una non meglio precisata macchina targata Livorno scesero cinque ragazzi; due mediani: Formichini e Carrai, e tre attaccanti: Guidugli, Bonaccorsi e Spagnoli: cinque giovani juniores del Livorno che negli anni successivi sarebbero diventati giocatori professionisti. Cominciammo subito a vincere: 3-1 a Pescia e la partita dopo in casa contro il Borgo a Buggiano, con rete di Guidugli direttamente da calcio d’angolo».
Per la cronaca: il goal, fu seguito dalla famosa frase del livornese che irriverente verso il blasonato avversario, certo Ercolini portiere di serie A, osò dire “dè, avea l’effetto!!”; si narra anche come il portiere dimenticò il blasone e perse le staffe. Qualcuno giura anche che a quella partita abbia assistito un numero impressionante di spettatori, calcolati in almeno mille… cinquecento più, cinquecento meno.
L’avventura dei livornesi terminò troppo presto, perché «ricominciarono gli allenamenti delle squadre professionisti e così ricominciammo a perdere. Tuttavia i punti incamerati prima ci permisero di chiudere il torneo al quinto posto».
Passato il periodo della guerra la Larcianese riprese l’attività nel 1947, sempre a livello provinciale e con intensa passione, partecipando ai tornei che si svolgevano nel periodo estivo.
1949-1960: Dall’affiliazione F.I.G.C. alla nuona Larcianese
Si arriva al 1949. Un’altra data importante in quanto rappresenta l’anno della affiliazione alla Federazione Italiana Gioco Calcio, con l’iscrizione al campionato di Seconda divisione. Il 1949 è anche l’anno della scelta dei colori sociali, bianco e viola.
Fino a quel momento il colore delle maglie era dipeso da quello che via via si trovava, con l’eccezione di una costante di diversi anni in maglia amaranto, con le divise gentilmente offerte dagli eterni amici di Livorno. Nel 1949 la società assunse anche una nuova denominazione: in seguito alla tragedia di Superga, dove morirono tutti i componenti del grande Torino, si volle onorare la memoria di quella squadra scegliendo il nome Unione Sportiva Romeo Menti – Larciano. Romeo Menti era uno dei calciatori morti nella sciagura, l’unico ad aver militato in una squadra toscana, la Fiorentina.
Con la partecipazione al campionato regionale ebbe inizio un’attività agonistica che cominciò a richiedere un’organizzazione meno improvvisata. Stava sfumando inesorabilmente la fase pionieristica, e si apriva il periodo delle battaglie epiche derivanti dal campanilismo (retaggio o presagio di un “medioevo” sempre in agguato?) particolarmente sentito in quegli anni fra paesi confinanti o vicini. Quel campionato fu vinto dalla Lampo (!?), e in nome di quel campanilismo di cui dicevamo, la cosa all’epoca non fece particolarmente piacere . Ma, dice Antonio Beneforti, «avevamo l’entusiasmo degli esordienti e concludemmo con un onorevolissimo sesto posto, e con il bilancio finale in attivo di diciassettemila lire».
L’anno successivo, la nostra società venne ammessa alla categoria superiore, il campionato regionale di prima divisione, per meriti sportivi (premio disciplina), e questa volta ad inghiottire amaro furono di sicuro i lamporecchiani. Non era più uno scherzo ora, la squadra in Prima divisione ! Urgeva un’organizzazione, bisognava creare un Consiglio Direttivo: Antonio Beneforti presidente (il bambino nella foto del 1922) «poi Mauro Monti, Eliseo Viti (segretario), Adelmo Bonfanti, Stelvio Mazzei, Adelma Monti (all’epoca avevamo la quota rosa) e tanti altri in cui ora mi sfugge il nome».
Si racconta ancora oggi quello che succedeva, nei rettangoli di gioco, fino alla metà degli anni ‘50. Si disputavano vere e proprie battaglie, sia in campo che fuori con tafferugli, risse, scazzottate, a volte un fuggi-fuggi per i campi. In questo senso le trasferte di Montopoli, Forcoli, Uliveto Terme fanno parte della storia. Ecco alcuni nomi dei giocatori di quel periodo: Susini (il Coreano), Calistri, Bellini (Maghè), Scatizzi, Braschi, Dorino, Pierangeli, Coppa (ex Milan), Stilli, Conti, e anche un gruppo di nostri paesani: Bonfanti (portiere), Bardelli, Pierozzi, Francesco Monti, Piero Niccolai (giocava centravanti, lo chiamavano “Testina D’Oro” o anche “Vento”… e negli anni ’90 è stato il Presidente della Larcianese del periodo d’oro).
Poi una inaspettata crisi societaria portò addirittura alla sospensione dell’attività agonistica ed al mancato rinnovo dell’affiliazione alla F.I.G.C. Sarà questa una fase transitoria, che durerà fino al 1960. I tanti giovani che si volevano dedicare al gioco del calcio (allora i settori giovanili non esistevano) si cimentavano con sfide tra frazioni: Colonna, Biccimurri, Castelmartini, San Rocco, Larciano Castello. Oppure andavano nei comuni vicini: Monsummano (1ª divisione), Montecatini (quarta serie), Lamporecchio, (2ª divisione) per soddisfare la propria passione.
Gli anni ’60 e gli inizi di una nuova era
Finalmente, nel 1960 la Larcianese riparte, ripristinando la vecchia denominazione U.S. LARCIANESE. Il primo Presidente fu il dott. Atto Monti (farmacista), poi il dott. Silvio Galli, grande Presidente per molti anni. Insieme a loro Nello Magrini (citazione particolare per Nellino, sempre presente e attivo consigliere dal ’60, instancabile gestore del Bar interno dello Stadio – merita un dieci e lode), Giuseppe Blangero (il Daziere), Mauro Dami (il Bassotto), Sauro Bonfanti, Giuseppe Gabbanini (il Mena), Giorgio Meacci, Francesco Monti, Antonio Beneforti, l’ultimo sopravvissuto dei soci fondatori del 1922. Poi molti consiglieri giovani (che oggi sono anziani), riuscivano sempre a mettere a disposizione degli allenatori squadre competitive, ottenendo ottimi risultati. Questi i nomi dei giocatori del periodo tra il 1960 al 1967: Vescovi, Mori, Rosellini, Bartolomei, Giuliano (Beccaggia) e Adolfo Bechini, Baronti, Cerri, Allori, Tognozzi, Luciano e Sabatino Stefanelli, Lenzi, Meozzi, Sforzi, Munari, Marconcini, Pacini, Mariotti (Pianura), Borelli, Tatini, Cadeddu, Fiume, Nesi, Hefler (anche allenatore) Maestrelli, Eusebini, Andreucci, Grazzini, Gentili e tanti giovani cresciuti nel settore giovanile.
Il primo allenatore della rinata Larcianese non poteva che essere che il compianto Tolmino Monti, ex giocatore di Fiorentina e Pistoiese, che in caso di bisogno scendeva anche in campo. Lo si ricorda in una partita a San Marcello, aveva già 41 anni: la sua impresa fu memorabile, a quel tempo non esistevano neppure le sostituzioni. Molte volte le partite finivano in risse fra giocatori e tafferugli tra gli spettatori. A questo proposito si ricorda una partita contro la Permaflex di patron Pofferi (squadra titolata degli anni ’60) al vecchio Monteoliveto di Pistoia. In tribuna scazzottata generale, dilagata anche in campo fra i giocatori. Successe anche e a Montale, solo tra il pubblico.
Come non ricordare Ginestra Fiorentina, dove ne succedevano di tutti i colori: tra il pubblico ed i giocatori: i famosi Calonoci che in squadra erano sempre 3, 4 o 5. Più che incontri di calcio, sembravano delle battaglie al limite del regolamento. Gli spogliatoi erano nella casa del popolo, poi per andare al campo si doveva passare in mezzo alla strada, tra il pubblico minaccioso, che rivolgeva offese e a volte sferrava calci (il dott. Galli se lo ricordava bene).
A Massa Macinaia il campo era in mezzo al bosco, tutto sabbione; gli spogliatoi erano una baracca in lamiera: niente acqua calda, ma una conca piena di ghiaccio per fare il bagno, c’era un freddo polare! I giocatori furono portati alla stazione ferroviaria di Montecatini, dove erano i bagni pubblici, per fare la doccia. Altri campi caldi erano: Calcinaia, Malmantile, Greve in Chianti, San Donato in Poggio. Come non ricordare anche il famoso detto: Brozzi, Peretola e Campi la peggio genìa che cristo stampi. Succedevano cose incredibili; poi con il passare degli anni la situazione è migliorata, gli impianti sono più accoglienti, con spogliatoi veri, docce con acqua calda, tribune coperte, il modo di comportarsi (sia in campo che fuori) verso l’avversario, l’ospitalità delle società.
Gli anni ’70: arrivano le prime importanti vittorie
Gli anni ‘70 iniziano con Luciano Mazzei che, dopo una carriera professionistica, intraprese quella di allenatore proprio da Larciano. Negli anni successivi fu molto quotato e ricercato da tutte le società. I nomi dei giocatori degli anni ‘70 : Giovannini, Pardossi, Livi, Frulli, Ciattini, Bartoli, Renzo Bartolini, Claudio Mazzei, Marchi, Macchia, Barsuglia, Pistolesi, Sartini, Bartalesi ecc.
Anche in questo periodo la società otteneva sempre risultati eccellenti. Già al primo anno di Mazzei in 2ª categoria arrivò la vittoria del campionato. Si ricordano le memorabili partite contro l’Unione Valdinievole, (del faraone Melani), nelle quali la Larcianese con il duo Ciattini/Bartoli e compagni dava lezione di calcio ai più blasonati avversari, come Sarti, Ramagini, Crema, Fregonas, Mazzacane, Tonani, Gattelli, Magli ed altri giocatori che avevano militato in categorie professionistiche.
Anno 1975 e la finale di Coppa Italia a Roma
Dopo avere vinto il campionato di 1ª categoria nell’annata 1973/74, la Larcianese disputò il campionato di Promozione Toscana per la prima volta nel 1974/75. Nello stesso anno esordì anche nella Coppa Italia Dilettanti, che per una matricola era un lusso. Dopo le eliminatorie in Toscana, la competizione andò avanti, con trasferte in tutta Italia (cosa nuova per un club come il nostro): Minerbio, Mirandola, Arma di Taggia, Opitergina, Frattamaggiore. Memorabile fu la semifinale contro Allumiere; nella gara di andata la Larcianese perse 2-0, nella gara di ritorno il risultato fu ribaltato con reti di Paolo Tavernari e Giovanni Breschi. Dopo i supplementari, la lotteria dei rigori premiò la Larcianese; l’eroe della giornata fu Idilio Cei (allenatore – giocatore) che riuscì a parare 2 rigori! Mai vista tanta gente come quel giorno al vecchio comunale: si calcola che furono duemila spettatori, assiepati lungo la rete di protezione e sulla piccola tribuna. Per intrattenere il pubblico, in anteprima alla partita, ci fu, l’esibizione dei ragazzi della scuola calcio, i nati del 1962/63/64/65/66.
La finale era in programma contro il Banco di Roma, all’epoca la terza squadra della Capitale, il 29 giugno 1975. Avrebbe dovuto essere in una località neutrale, invece la decisione di disputare la finale allo Stadio Olimpico fu presa dal compianto Idilio Cei. Così avrebbe chiuso in bellezza la sua lunga carriera di calciatore in quello stadio che lo vide per tanti anni protagonista con la sua Lazio.
Questi i nomi dei giocatori di quella squadra indimenticabile: Cei, Tavernari, Breschi – Borgioli, Zuccagni, Migliorini – Braccini, Barsuglia, Anselmo Bartolini, Giannellini, Virgili. Gli altri erano: Guizzotti (portiere), Macchia, Fagni (la Peppa), Varesco Cei, Bindi.
Purtroppo la Larcianese perse ai supplementari; la gara fu giocata prima della finale nazionale Fiorentina –Milan. Il paese si mobilitò in massa con più di dieci pullman. Poi tante e tante auto con a bordo famiglie intere. Per poter dire un domani IO C’ERO. Si pensa che più di duemila persone di Larciano e dintorni erano a Roma, in tribuna Monte Mario.
Erano anche gli anni in cui a Larciano avevamo una televisione locale, TELEMONTALBANO, che aveva anche una postazione fissa al vecchio campo sportivo per le riprese delle partite, con tanto di cabina, cameraman (Giovanni Alberti) telecronista (Loriano Bartolomei) e regista (Paolo Monti). Poi le partite, tramite il tecnico Gianfranco Niccolai, arrivavano nelle case di tutto il Montalbano, fino ad Empoli, Fucecchio e oltre.
Per la finale di Roma era stato fatto un servizio durante la settimana con commenti e interviste. Poi Telemontalbano era presente all’Olimpico, con la telecamera nel posto riservato in tribuna stampa per la ripresa della partita. Purtroppo tutto il materiale è andato perso. PECCATO!!!
1980-2000: Vittore su vittorie
La Larcianese, dagli anni ’80 in poi, sarà una delle squadre più vincenti della provincia di Pistoia, con un ruolino di marcia fantastico. Il culmine è stata la serie D, riuscendo ed essere competitiva anche in questa onerosa ma affascinante categoria.
I veri artefici di questo boom di promozioni da una categoria all’altra furono i presidenti Piero Niccolai e Alessandro Alderotti (soprannominato il Cocco). A loro va tutto il ringraziamento della popolazione per averci regalato tante soddisfazioni. Per un paese piccolo come Larciano è motivo di orgoglio e vanto. Ricordiamo con affetto i tanti campionati vinti, anche di seguito, con squadre create alla perfezione dallo stratega D.S. Romano Fantozzi, e allenata da bravissimi tecnici come Idilio Cei, Romano Marinai e Andrea Dal Monte.
La ciliegina sulla torta è stata nel 1998, anno in cui la Larcianese riuscì nell’impresa di conquistare la Coppa Italia Dilettanti. In quella stagione sportiva si avvicendarono due allenatori: prima il giovane Marco Nerozzi, poi l’esperto Franco Melani. La data storica è il 24 Maggio 1998, giorno in cui il capitano e anime della squadra Fabrizio Bartolomei alzò, davanti le stracolme tribune del “Cei”, la Coppa riuscendo a battere nella gara di ritorno ai calci di rigore la squadra leccese dello Squinzano, vittoriosa sette giorni prima in terra pugliese. Con quel successo la Larcianese acquisì il diritto di giocare in Serie D nella stagione successiva. Altra soddisfazione arrivò subito nel mese di Giugno quando fu battuto il Campobasso e la Larcianese conquistò anche la Supercoppa.
Dal 2000 al 2020
Il nuovo millennio è iniziato benissimo con la vittoria del Campionato di Eccellenza 1999/2000, per la Larcianese dei Presidenti Alderotti e Niccolai. In panchina siedeva il mister apuano Andrea Dal Monte, la squadra viola trionfò nel massimo Campionato Regionale avendo la meglio sul Cappiano Romaiano, classificatosi secondo.
I successivi cinque campionati sono stati disputati in Serie D, dove la Larcianese ha affrontato realtà importanti come Massese, Sanremese, Grosseto, Lodi, Aprilia, Rieti, Imperia, Pizzighettone, Crociati Parma e tante altre sempre ben figurando e tenendo alto il nome di Larciano. Il miglior piazzamento risale alla stagione 2002/03 con il quinto posto conquistato agli ordini di mister Brunero Bianconi. Come Presidente della Società era stato scelto il sig. Libero Beretta, come direttore sportivo il sig. Maurizio Novelli.
L’anno dopo è seguito ancora un faticossissimo Campionato di Serie D, dove a metà stagione mister Carlo Bresciani è succeduto a Brunero Bianconi, riuscendo a salvare la squadra all’ultima giornata.
La retrocessione dalla Serie D purtroppo patita nella stagione 2004/05, con la vecchia conoscenza viola Romano Fantozzi in veste di D.S. e con in panchina il fiorentino Roberto Bicchierai non ha intaccato per niente il morale della Società, presieduta ora dall’ Architetto Sandro Beneforti. Infatti la Larcianese allestita dal D.G. Piero Beneforti e dal D.S. Sergio Sarritzu, ed allenata da Ivan Maraia l’anno successivo conquistò la finale play-off, persa al novantesimo con il Forte dei Marmi. Nella stagione 2006/07 la Larcianese, guidata in panchina da Claudio Ranieri (mister e manager), dopo un campionato super si classificò seconda alle spalle del Gavorrano. Nei play-off post season la Larcianese trovò sulla sua strada la Lunigiana, la quale vinse sia la gara di andata che quella di ritorno.
Seguirono altri due campionati di Eccellenza prima della retrocessione in Promozione, al termine della stagione sportiva 2008/2009, al termine di due contestatissime gare di play-out contro il Certaldo.
Con i larcianesi Alessandro Bicchieri in panchina e Piero Beneforti (di ritorno dalla esperienza con il Quarrata Olimpia) in cabina di regia la squadra viola disputò due discreti tornei di Promozione. Nel primo uscì sconfitta nella doppia semifinale play – off nel derby con la Lampo (azzurri però storicamente battuti per uno a zero nella sfida di Campionato ai “Giardinetti”, gara che mancava da quasi vent’anni); nel secondo la squadra uscì clamorosamente nel ritorno della semifinale di Coppa Italia con i senesi del Montalcino. Da segnalare l’entrata in Società di Giancarlo Carbone, che prenderà successivamente la carica di Co-Presidente al fianco di Sandro Beneforti.
Da incorniciare l’annata 2011/2012: con l’avvento del trainer pisano Paolo Tognarelli la viola ha conquistato la Coppa Italia di Promozione nella doppia finale con i senesi del Fonte Bel Verde, e l’apoteosi con la vittoria della finale play – off contro il Seravezza sul campo neutro di Castelfranco, successo che sancì il ritorno della Larcianese in Eccellenza.
La stagione sportiva 2012/2013 vede la Larcianese, guidata ancora da Paolo Tognarelli, disputare un buonissimo campionato, in cui si classificherà al quinto posto. Da ricordare le vittorie nel derbyssimo con la Lampo: 2-1 ai “Giardinetti” e 1-0 nel ritorno al “Cei”.
Esaltante anche l’annata 2013/2014 sempre con mister Tognarelli in panchina, dove la squadra ha ottenuto un ottimo quarto posto, raggiungendo così la semifinale play-off, dove si è arresa però sul campo del Castelnuovo Garfagnana.
La stagione sportiva 2014/2015 si è appena aperta con due novità: Giancarlo Carbone diviene l’unico Presidente, ed in panchina viene chiamato mister Lorenzo Roventini. La Larcianese viene inserita per la prima volta nella sua storia nel Girone “B” di Eccellenza, alla fine il bilancio è positivo: quinto posto finale e nei successivi play off esce a testa alta con la Rignanese nei tempi supplementari.
La storia continua e nella S.S. 2015/2016 la panchina è affidata al mister lucchese Andrea Petroni, e la Larcianese è stata reinserita nel girone A. La stagione via via si fa esaltante: dopo un’inizio di campionato condito da diversi pareggi, capitan Pinto e compagni prendono fiducia stazionando sempre nella parte medio alta di classifica. Chiuderanno quinti e nella semifinale play off escono a testa alta pareggiando uno a uno sul campo del Pietrasanta (che aveva chiuso al secondo posto) dovo i supplementari.
Ma è in Coppa Italia che la Larcianese si fa grande: vince la fase Regionale nella finale disputata alle “Due Strade” di Firenze contro il San Donato Tavarnelle per due a uno grazie alle reti di Massaro e quella decisiva di Paolacci arrivata al 115° minuto. Nella fase nazionale la Larcianese supera il primo turno battendo sia all’andata che al ritorno i bolognesi del Progresso; si ferma ai quarti contro il Fabriano Cerreto, dopo aver pareggiato in trasferta, i marchigiani vincono a Larciano per uno a zero con un pò di fortuna. Anche a livello Juniores la Larcianese conquista il prestigioso Campionato Regionale Elite.
La S.S. 2016/2017 la panchina è affidata nuovamente ad Andrea Petroni, a cui viene affidata una squadra con pochi ritocchi rispetto alla rosa precedente, ma causa un avvio di campionato un pò difficile, la squadra vivacchia poco sopra la zona play out fino all’inizio del girone di andata, dove viene presa la difficile decisione di dare una “scossa” all’ambiente esonerando mister Petroni: al suo posto viene richiamato Lorenzo Roventini il quale conduce la Larcianese alla salvezza con due giornate di anticipo.
La S.S. 2017/2018 riparte con una squadra basata sulla line verde, ossia composta da ragazzi giovani di belle speranze e della zona, in panchina siede ancora Lorenzo Roventini ma purtroppo con il passare delle giornate i risultati non arrivano, e fino al mese di Febbraio la squadra vacilla in zona play out. Dopo la bruciante sconfitta a Uliveto Terme Roventini si dimette, al suo posto arriva Armando Traversa, che però non riesce ad invertire il trend negativo e si arrende sul campo del Fucecchio per 2 a 0 nella decisiva gara dei play out, e la Larcianese torna cosi’ dopo sei anni in Promozione.
La S.S. 2018/2019 è quella della voglia di ritornare a far bene, dopo tanto tempo viene anche modernizzato lo stadio “Cei” (semina del sussidiario, imbiancatura interna ed esterna degli spogliatoi, rimessa a nuovo della sede). Il Presidente Carbone è voglioso di riscattare la precedente negativa stagione, in panchina viene chiamato un giovane tecnico Eugenio Andreoli, che in passato aveva vestito da giocatore la maglia viola. La squadra viene rifondata quasi completamente soprattutto nell’ossatura dei giocatori più esperti, vengono ingaggiati calciatori di sicuro affidamento per la categoria, ma dopo un buon inizio che faceva ben sperare ed anche a causa di molti infortuni patiti dai giocatori nei mesi invernali, la squadra scivola in classifica non riuscendo a conquistare un posto per i play off.
La S.S. 2019/2020 inzia subito con un cambio dietro la scrivania del D.S., infatti Piero Beneforti lascia l’incarico (pur rimanendo in Società come consigliere) ed al suo posto arriva Luigi Palumbo, proveniente dal Fucecchio in categoria superiore. Al riconfermato mister Andreoli viene affidato un organico di assoluto valore, specialmente nel reparto avanzato, ma purtroppo i risultati deludenti ottenuti nelle prime giornate fanno arrivare ad Ottobre le dimissioni di Andreoli, al suo posto viene chiamato l’esperto Claudio Targetti, ma nonostante un massiccio intervento sul mercato di riparazione, la squadra continua tra alti e bassi fino a tutto il mese di Febbraio, periodo in cui il campionato è stato interrotto causa emergenza sanitaria del Covid-19.
La S.S. 2020/2021 parte leggermente in ritardo rispetto al solito sempre per cercare di prevenire il rischio contagio dal Coronavirus, in estate il D.S. Luigi Palumbo opta per un radicale cambiamento nelle guide tecniche di Prima Squadra e Juniores Elite: vengono scelti rispettivamente mr. Marco Benesperi e mr. Fabio Mazzantini. Vengono disputate solo poche gare e ad Ottobre 2020 viene nuovamente interrotto il Campionato per l’emergenza COVID – 19
La S.S. 2021/2022 la stagione parte in maniera regolare sempre con mister Marco Benesperi e Fabio Mazzantini a guidare Prima squadra nel Campionato di Promozione ed Juniores élite. Il Direttores Sportivo è nuovo: Massimo Rossi. A Dicembre visti gli scarsi risultati viene esonerato mister Benesperi ed al suo posto è chiamato Maurizio Cerasa: con lui in panchina la squadra non perde più, arriva terza in classifica e esce alla finale play off con il Quarrata, disputata ai “Giardinetti” di Lamporecchio, con un pareggio per due a due ai supplemntari, in virtà del miglior piazzamento dei giallorossi in campionato. La formazione Juniores però putroppo perde la categoria èlite dopo il play out con Olmpoponte Arezzo, Maliseti e Castelfiorentino.
La S.S. 2022/2023 iniza con la FESTA DEL CENTENARIO, che il giorno 2 Settembre 2022 ha richiamato in piazza a Larciano centinaia di tifosi, ex giocatori, ex allenatori e dirigenti. La squadra di Maurizio Cerasa è data per favorita per il successo finale in campionato, infatti fino alla penultima giornata avrebbe la possibilità di vittora: la sconfitta casalinga per tre a zero con il diretto avversario Montecatini fa svanire i dogni di gloria. I successivi play off regionali la vedono al terzo posto, dopo la sconfitta nella semifinale con la Geotermica e la successiva vittoria nella finalina con la Sansovino. La Juniores di mister Cristiano Baggiani si salva nello spareggio regionale con il Castelnuovo Garfagnana, disputao a Margine Coperta.
La S.S. 2023/2024 vede il cambio di Presidenza come atto iniziale: Giancarlo Carbone cede la posizione ad Alessandro Dami, che fino a quel momento ricopriva il ruolo di Vicepresidente e Responsabile Juniores. Cambia anche il D.S. che viene individuato nel giovane e dinamico Alberto Socci, molto esperto nel calciatori giovani in quota, prerogativa del nuovo Presidente Dami.. In Promozione la squadra è sempre guidata da Maurizio Cerasa, che con un super girone di ritorno per un punto non acchiappa i play off. Nella Juniores invece inizia mister Francesco Palmesano, sostituito a cinque giornate dalla fine da mister Sandro Selmi, che riesce a salvare la squadra nel Regionale.
La S.S. 2024/2025 la stagione parte con il cambio di Direttore Sportivo che viene individuato in Gabriele Cerri. Ancora mister Cerasa guida la squadra alla conquista dei play off, dove supera Pontremolese, Pietrasanta e Fiesole, prima di soccombere per uno a zero nella finale regionale con il San Giuliano, disputata ad Agliana. Il giorno 1 Agosto la bella notizia da parte della Federazione che sanciva il ripescaggio in Ecellenza, categoria che la Larcianese aspetava orrmai da sette anni. La formazione Juniores si salva ancora nel difficile campionato Regionale con mister Sandro Selmi in panchina.
La S.S. 2025/2026 oltra al ritorno della Prima Squadra in Eccellenza con mister Maurizio Cerasa sempre in panchina, apre anche alle novità: viene allestita dopo dieci anni una formazione Allievi, e viene per la prima volta allestita una squadra di Calcio A 5, che parteciperà al Campionato di Serie C2 regionale.
TO BE CONTINUED………